Quadrante B5 · Giustizia

Una grazia, e una domanda

Analisiottobre 20263 min di lettura

Il 7 ottobre il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha concesso una grazia parziale a Guido Gianni, gioielliere di Nicolosi, in provincia di Catania. Nel febbraio 2008, durante una rapina nel suo negozio, Gianni sparò ai rapinatori anche mentre fuggivano: due morirono, un terzo rimase ferito. Nel 2021 è stato condannato in via definitiva a 12 anni e 4 mesi per duplice omicidio e tentato omicidio.

La grazia cancella 3 anni e 2 mesi di pena. Gianni ne aveva già scontati 5 anni e 3 mesi: il residuo scende sotto i quattro anni, e il tribunale di sorveglianza potrà valutare l'affidamento in prova ai servizi sociali. Il decreto richiama il parere favorevole del magistrato di sorveglianza. Lo stesso giorno sono state concesse altre due grazie, a persone condannate per reati di droga.

Il rilievo del Cartografo

Sulla legittima difesa si discute da anni, e la legge è stata modificata nel 2019, dopo i fatti di Nicolosi. Ma qui interessa un'altra cosa: il meccanismo.

L'articolo 87 della Costituzione affida al Presidente della Repubblica il potere di concedere la grazia. Nel 2006, con la sentenza n. 200, la Corte costituzionale ha chiarito che è un potere suo: il ministro della Giustizia istruisce la pratica e controfirma il decreto, ma la decisione spetta al Capo dello Stato, per ragioni umanitarie ed eccezionali.

Dall'altra parte c'è una sentenza definitiva, pronunciata "in nome del popolo italiano" (articolo 101) da una magistratura che si governa da sola (articolo 104). Il popolo, in nessuno dei due passaggi, ha voce: non sceglie i giudici che condannano, non elegge direttamente il Presidente che grazia.

La grazia può essere letta come un contrappeso giusto, l'ultima valvola di umanità in un sistema rigido. Oppure come un potere senza controllo popolare che corregge un altro potere senza controllo popolare. Forse è entrambe le cose. Di certo, quando la grazia interviene su una pena decisa dai giudici, il popolo resta spettatore.